Dettagli che fanno la differenza

“Ogni oggetto di Ceramiche Artistiche Giglio prende forma attraverso un processo artigianale preciso e meticoloso, dove è il dettaglio che fa la differenza.”

Impastare l’argilla

E’ l’operazione che serve a compattare, omogeneizzare ed elasticizzare l’argilla per renderla pronta alle varie fasi successive di lavorazione la prima delle quali, la modellazione, che darà all’oggetto da creare la forma e le dimensioni desiderate.

Il tornio

In questa fase di lavorazione si crea fisicamente l’oggetto. La tecnica più nota e più conosciuta è la tecnica del tornio, che sarebbe più corretto definire un’arte che non una tecnica di lavoro. Per diventare tornitori finiti, occorrono molti anni di gavetta e di sacrifici. Pensate: da un pezzo di terra (l’argilla) messa sul disco del tornio, che oggi gira grazie ad un motore elettrico, con il solo aiuto delle mani e dell’acqua, perché senza l’acqua l’argilla non potrebbe scivolare sotto le mani, il torniante tira su, letteralmente, un oggetto e non uno, ma a seconda degli ordini, decine o centinaia e tutti devono avere sostanzialmente le stesse misure.

Le applicazioni

Fatte esclusivamente a mano, sono una delle lavorazioni più importanti del nostro modo di fare ceramica. Infatti sugli oggetti precedentemente fatti con il tornio si applicano, sempre in argilla e sempre ed esclusivamente lavorata a mano delle decorazioni a rilievo: frutta, foglie, fiori ma anche figure animali o geometriche. E’ una delle tecniche che richiede maggior fantasia e creatività oltre ad una tecnica ed a una preparazione che all’atto pratico non finisce mai. Questa particolare forma di lavoro è un altro grande must della nostra produzione.

L’essiccazione

Non è una tecnica ma una fase di lavoro nella quale gli oggetti vengono messi ad essiccare prima della cottura. Infatti se gli oggetti non fossero ben essiccati una volta in forno, si romperebbero quando il calore per la loro cottura sale a temperature molto elevate.

La prima cottura

Detta anche “biscottatura”, per il motivo che l’oggetto dopo questa operazione viene chiamato “biscotto”. E’ una fase delicata in cui i manufatti vengono accuratamente posizionati su delle tabelle, a salire come una torre, e poi posizionati nel forno che in questa fase viene portato in crescendo fino alla temperatura di 800 gradi. Una volta raggiunta la cottura il forno rimane chiuso per alcune ore prima di essere aperto in modo che il calore si possa abbassare.

La smaltatura

E’ una lavorazione che può essere eseguita in due modi distinti: il primo per immersione e in questo caso si “tuffano” gli oggetti in delle conche contenenti lo smalto che sarà bianco se da decorare o anche di altri colori per finiture diverse. Il secondo si spruzza uniformemente sull’oggetto con un aerografo. Decorati o meno che siano dopo questa lavorazione gli oggetti devono essere di nuovo messi in forno per la seconda cottura.

Il decoro

E’ insieme alla modellazione una delle fasi principali anche se non essenziali della produzione ceramica. Nel nostro caso il decoro è parte integrante di concepire la ceramica. Infatti anche se le nostre produzioni svariano in mille e più modi, dalla terracotta agli smalti, il decoro eseguito a mano dai nostri “pittori” rimane un punto di forza insostituibile.

La seconda cottura

Serve per “vetrificare” gli smalti e rendere gli oggetti impermeabili e disponibili all’utilizzo quotidiano siano essi oggetti per la tavola o per l’arredo. In questa seconda cottura la temperatura del forno deve andare oltre i 1000 gradi affinché il processo che abbiamo descritto possa andare a buon fine.

“Si può apprendere un’arte solo nelle botteghe di coloro che con quella si guadagnano la vita.”

Samuel Butler